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Prodotto interno lordo, il futuro rubato nel mito della crescita

Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all'infinito in un mondo finito è un pazzo. Oppure un economista. Nonostante le crisi che si susseguono, economisti, politici e mass media propongono ancora la crescita economica e l'aumento dei consumi come le uniche soluzioni a tutti i mali, mentre invece ne sono la causa principale.
di Giovanni Pivetta
13 dicembre 2013

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http://www.habitat-italia.it/social/13-12-2013/news/decrescita-felice-chi-ruba-il-futuro-oggi-lo-vende-lo-chiama-pil/
La correlazione tra un alto rapporto debito/PIL (maggiore del 90%) e la bassa crescita economica è un falso

Fuori dalla soffocante e suicida visione PIL centrica in cui siamo immersi, esistono nuovi ed invitanti orizzonti. Infinite possibilità ed opportunità tutte da scoprire, vivere e gustare. Più passa il tempo e più quelle possibilità saremo costretti a realizzarle comunque, a meno che non si voglia finire il resto della propria esistenza in un inferno costruito con le nostre stesse mani. Prima è e meglio sarà per tutti. Quindi… per dirla con Kenneth Ewart Boulding“Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un pazzo. Oppure un economista.”.

L’umanità ha un sistema immunitario, che si è attivato e si sta potenziando contro le ingiustizie. Internet permette a tutti noi di divenire consapevoli gli uni degli altri, e questo aumenta in maniera vertiginosa l’efficienza del sistema stesso. Si possono fermare le persone, ma non le idee che camminano sulle loro gambe. E le buone idee sono contagiose. L’esempio di ciò sono le moltitudini di persone che in tutto il mondo si organizzano per riparare agli errori dei loro simili, il tutto senza alcun tornaconto se non il piacere di aver contribuito a migliorare la loro personale ed altrui condizione.

E CONTINUANO A CHIAMARLO PIL – Al momento stiamo rubando al futuro, vendendolo nel presente, e questo lo chiamiamo Prodotto Interno Lordo. Probabilmente non esiste un modo più sintetico e preciso per descrivere l’attuale sistema economico in cui noi tutti viviamo. Eppure quel sistema economico, come qualsiasi altro complesso sociale, non è un monolite perfettamente coerente a sé stesso. Anche all’interno di questa folle economia che vorrebbe il PIL in eterna crescita in un pianeta dalle risorse limitate, c’è qualche crepa e qualche disomogeneità. Alcune parti di questo sistema, in altri termini, non sono affatto così diabolicamente truffaldine, stupide e catastrofiche come il resto del sistema nel suo complesso, anzi!

DECRESCITA “FELICE” E RECESSIONE NON SONO LA STESSA COSA – la recessione è infatti come mangiare meno perché si ha meno cibo; la decrescita è come mangiare meno perché ci si mette a dieta. In entrambi i casi si mangia meno, ma per motivi ben diversi: la recessione ti piomba addosso e ti rovina, la decrescita è una scelta, una presa di coscienza che fai per cercare di vivere meglio.

Sembra incredibile che anche chi non ha studiato economia si permetta di parlare di una materia apparentemente riservata a esperti di banche, debiti e spread, ma si deve rassegnare all’idea che sempre più persone, toccate da vicino dalle proposte di politici, grandi economisti ed ex rettori universitari che ci hanno portato in una situazione (non solo economica, se mi è permesso farlo notare, ma anche sociale, occupazionale ed ambientale) sotto molti aspetti insostenibile, hanno capito che la crescita infinita del Pil e dei consumi non solo non è possibile su un pianeta dalle risorse finite, ma invece che la soluzione dei problemi che abbiamo ne è la causa.

I simpatizzanti della decrescita sono una massa di invasati contro la tecnologia e il progresso? No, per l’ennesima volta: sono persone che chiedono di badare meno ai numeri e più alla qualità di vita. Che chiedono di usare la tecnologia, e usarla di più, se serve, per passare però da un discorso di quantità a un discorso di qualità, ossia non di mero aumento della produttività e del reddito.

LA MOLTITUDINE INARRESTABILE È IN MARCIA – Lascia senza fiato la lunghissima, interminabile lista di nomi di associazioni e movimenti che Paul Hawken cofondatore del Capitalismo Naturale fa scorrere sullo schermo durante un suo discorso, alla presentazione di Blessed Unrest, che discute proprio di tutto questo e dalle cui idee ha preso vita il social network per la sostenibilità Wiser Earth. Del resto siamo noi stessi a creare il mondo in cui viviamo, ed è intuitivo comprendere che più persone lavoreranno per il bene delle altre, meglio staremo tutti, migliore sarà il mondo che si verrà così a creare.

SIAMO CAVIE DELLA SPERIMENTAZIONE DI UN’OLIGARCHIA DI ALIENI – la dottrina dell’austerità, che sostiene che tagliare il debito produca crescita è errata, peccato che in questi anni milioni di persone sono state condannate alla miseria e alla povertà. Così i tecnocrati dell’Eurozona che hanno commissariato mezza Europa e imposto all’Italia una politica di macelleria sociale sostenevano che si va in recessione quando il debito pubblico cresce fino al 90% del Pil. Quella semplice formula ha fatto il giro del mondo, influenzando il dibattito politico sull’economia, dagli Stati Uniti all’Europa, diventando un dogma. Peccato che sia falso, e che le cifre degli economisti di Harward Reinhart e Rogoff fossero disastrosamente sbagliate. Ci ha pensato, infine, il Fondo Monetario Internazionale a pubblicare uno studio in cui si liquida l’assurdità demenziale del’austerità espansiva e si sottolinea che l’austerità, sotto forma di tagli alla spesa e aumenti di tasse, porta invece l’economia verso il collasso.

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