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Green Economy

Dalla push economy alla pull economy, Italia fuori dalla crisi

Dalla push economy alla pull economy
di Giovanni Pivetta
13 dicembre 2013

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http://www.habitat-italia.it/green-economy/13-12-2013/news/italia-green-economy-piu-lavoro-meno-disoccupazione/
Italia, fuori dalla crisi

In Italia amiamo abusare di definizioni e parole, rendendo spesso ridondanti e vuote frasi che in sé contengono invece tante opportunità e straordinarie possibilità per il domani del nostro Bel Paese e dei suoi cittadini. Proviamo a declinare correttamente Green Economy: “Un’economia fatta di imprese, piccole, grandi o artigianali, e soprattutto di consumi il cui impatto ambientale non solo sia accettabile per il nostro ecosistema, ma si preoccupi addirittura di migliorare le passività ambientali generate dall’azione umana, ponendo nuove basi per la crescita felice dei nostri sistemi sociali ed economici puntando al benessere di tutti”.

I FATTI, PIÙ GREEN ECONOMY MENO DISOCCUPAZIONE – Se si incrociano gli studi più recenti sull’economia sostenibile con i dati Istat sulla disoccupazione, si nota come le regioni dove più alto è l’indice di green economy coincidono con quelle con il minor tasso di disoccupazione.

Secondo l’indice green economy, determinato da 21 parametri riguardanti energia, agricoltura, turismo, rifiuti, mobilità, Trentino – Emilia Romagna e Val d’Aosta sono le regioni italiane che più hanno investito negli ultimi anni nell’economia sostenibile. E queste regioni sono anche, secondo i dati Istat, le regioni col minor tasso di disoccupazione e di conseguenza con la maggiore percentuale di occupazione.

Attualmente sono 341.000 in Italia le persone (1,5% della forza lavoro totale) che svolgono un green job in senso stretto. Ma sono circa 1.224.000 i lavoratori che ruotano intorno al mondo dell’economia sostenibile (circa il 5% della forza lavoro totale), con un’incidenza sul Pil pari al 5,3%. Le ricerche sulla green economy dimostrano che ogni milione di euro generato dalla green economy italiana produce un effetto indiretto e indotto di quasi 2,7 milioni sulla nostra economia.

Sono pochissimi i settori a vantare dei moltiplicatori così elevati, tanto che si ipotizza per il 2020 un investimento di 227 miliardi di euro che impatterebbero sull’occupazione aumentando del 48% i green job rispetto al 2012, con un aumento dei posti di lavoro generati dalla green economy fino al 5,8% della forza lavoro totale contribuendo nella misura del 14% alla crescita del PIL e migliorando notevolmente la crisi occupazionale dei nostri giorni.

DALLA PUSH ECONOMY ALLA PULL ECONOMY – Qui il cliente regna sovrano e la reputatione dei produttori non può precludere da comportamenti eticamente ed ambientalmente sani. Come ci si comporta in una push economy piuttosto che in una pull economy? In una push economy, il produttore controlla il mercato e la chiave del successo è la segmentazione di mercato. Il concetto è quello di individuare grossi raggruppamenti di clienti con bisogni simili e fornire loro un prodotto standard. Questo non funziona in una pull economy. Qui l’azienda per avere successo deve praticare un concetto molto diverso, che è la frammentazione di mercato. Praticare la frammentazione di mercato significa identificare gruppi più piccoli di clienti con bisogni diversi e rispondere con prodotti personalizzati.

Le aziende che hanno più successo oggi praticano la frammentazione di mercato. Le aziende in crisi sono ancora ferme alla vecchia segmentazione. Le Imprese innovatrici ogni anno attraverso le proprie dichiarazioni di intenti e le scelte di politica ambientale si impegnano ad usare materie prime derivate dal circuito del riciclo e a diminuire l’uso di elementi tossici o la produzione di CO2.

INVESTIRE NELLA GREEN ECONOMY PER USCIRE DALLA CRISI E MIGLIORARE LA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE DELL’ITALIA – Ma come ottenere in tempi di crisi questo vero e proprio miracolo? Le ricette purtroppo restano sempre le stesse: nuovi strumenti di credito alle imprese che realizzino investimenti in formazione, in innovazione tecnologica e ricerca scientifica; sburocratizzazione delle attività che incentrano il proprio business sull’attenzione all’ambiente; obbligare le amministrazioni pubbliche a rispettare le leggi dello Stato nell’uso di materiale proveniente dal riciclo.

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