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Corruzione e frode nella green economy

La corruzione nel 2011 ha consumato 2,5 milioni di MW prodotti da fonti rinnovabili, oscurando 30 milioni di metri quadri di fotovoltaico, pari al fabbisogno annuo di 800.000 famiglie.
di Giovanni Caloni
18 dicembre 2013
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http://www.habitat-italia.it/ambiente/18-12-2013/news/corruzione-e-frode-nella-green-economy/
Eolico e fotovoltaico sono le due aree piĂą colpite

“Il progetto Green Clean Market intende favorire la consapevolezza degli effetti nefasti generati dalla corruzione e dalla frode nella corretta allocazione delle risorse e degli investimenti, sull’innovazione, sulla distribuzione dei redditi e dei risparmi e sul loro utilizzo, nelle politiche industriali pubbliche e private, sulla tutela dei patrimoni e dei beni pubblici quali ambiente, risorse naturali, paesaggio”.
Si tratta della premessa di Federico Golla, amministratore delegato di Siemens, allo studio “Corruzione e frode nella green economy” coordinato e promosso da Transparency International Italia con il supporto del centro studi RiSSC.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili, grazie anche ad un significativo sistema di incentivi e agevolazioni fiscali, si è dimostrato, e si sta dimostrando, terreno fertile per la nascita di attività di natura speculativa e criminosa, in particolare nell’eolico e nel fotovoltaico. Le criticità maggiori che espongono a questi rischi sono legate sia alle scelte
politiche e normative
in ambito pubblico sia all’assetto e alle regole di mercato.
Le conseguenze e i possibili impatti a medio lungo termine sono numerosi e spaziano dal depaupermento dei fondi nazionali ed europei fino alle problematiche legate all’ambiente e alle persone.

Questo è un sistema che deve essere contrastato, dove il massimo interesse egoistico del singolo si pone al di sopra della collettività. Al Forum Nazionale “Green Clean Market”, tenutosi a Milano, Transparency International ha presentato la seconda fase del progetto, che durerà da gennaio 2014 a dicembre 2015, dove sono state individuate nove aree pilota in cui alcuni soggetti pubblici e privati hanno scelto di adottare uno speciale documento di indirizzo sul tema.

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