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Il sughero è un materiale ecologico 100% riciclabile

Dai governi, alle aziende, dalle ONG alla Gdo, nessuno potrà negare l’importanza che il sughero ha nell’equilibrio dell’ecosistema ambientale. Anni fa si diceva che non c’era più sughero disponibile e che quindi bisognasse di dare spazio ad alternative. Invece l’industria ha dimostrato di avere materia prima per coprire quasi il doppio della necessità mondiale.
di Cristiana Ceruti
13 dicembre 2013
http://www.habitat-italia.it/abitare/13-12-2013/news/sughero-amorim-cork-italia/
Il sughero è materiale riciclbile al 100%
Da Acini (magazine) di Amorim Cork Italia, il sughero in Bioedilizia e nel Design

Un importante contributo contro la desertificazione sociale e delle foreste. Decortica, una carezza per l’ambiente. Maggio, giugno e luglio sono i mesi in cui avviene la decortica delle querce da sughero: un processo estremamente rispettoso dell’ambiente e della pianta e che può essere paragonato alla tosatura di una pecora.

Un sottile equilibrio tra uomo e natura che richiede una approfondita conoscenza e amore per la quercia da sughero. In primavera-estate la linfa si posiziona tra il fusto della pianta e la sua corteccia ed è quindi possibile toglierla agevolmente. Già ad agosto l’operazione diventa impossibile poichè la corteccia si asciuga troppo. Ed è quindi in soli tre mesi all’anno che si concentra questa attività esclusivamente manuale realizzata da tecnici esperti.

La decortica è l’attività agricola più ben pagata al mondo, poichè sono solo in pochi a possedere le competenze e la manualità necessarie. Si tratta di persone che vivono nelle zone della foresta per le quali l’attività di decortica del sughero diventa preziosa opportunità di lavoro e sostentamento.

La decortica è quindi anche un importante contributo contro la desertificazione sociale, problema che nell’area mediterranea va ad aggiungersi a quello della desertificazione ambientale delle foreste del nord Africa e del sud Europa.

La quercia da sughero è infatti l’unica pianta in grado di sopravvivere in un suolo povero e con poca acqua. Dalla semina alla prima decortica trascorrono 25 anni.

Il primo sughero è quindi “sughero vergine” e può essere utilizzato solo per la realizzazione di articoli decorativi e prodotti granulati. Dovranno trascorrere altri 9 anni prima della seconda decortica e ancora altri 9 prima che dalla corteccia si possano realizzare tappi in sughero: 43 anni minimo in tutto. È solo allora che il sughero raggiunge una stabilità strutturale tale da garantire le proprietà necessarie all’imbottigliamento. Con un ritmo di una decortica ogni 9 anni la stessa pianta può subire questo processoper oltre 200 anni.

Dopo la decortica il sughero viene immediatamente spostato nei due stabilimenti di produzione Amorim e lasciato a stagionare nei suoi piazzali di cemento drenato per almeno 6 mesi (ogni stabilimento dispone di 150.000 mq di superficie). In passato il sughero veniva lasciato a stagionare direttamente nella foresta, ma gli studi Amorim hanno evidenziato come questa tradizione fosse dannosa per la qualità sensoriale del sughero che rischiava di essere contaminato da funghi e batteri.

Questa fase è importante per la stabilizzazione del sughero evitando anche la presenza del verdone (uno dei difetti critici principali) Solo una volta trascorsi un periodo minimo di 6 mesi di stagionatura sarà finalmente possibile procedere alla lavorazione e alla realizzazione dei tappi. Tratto da “Acini” magazine di Amorim Cork Italia

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